POTITO  COLUCCELLI    E  in ogni sorriso un'isola                                                           
E non più steccati di uomini per confine      ICONOGRAFIA                                          Û 130 Ü 
E non più steccati di uomini per confine                                                                         Û 130 Ü

 HOME Notizie intorno all'Autore

  Cabotaggio nel Sito

INDICE  Avviso ai Visitatori  Indice Alfabetico Titoli Repertorio Nomi e Luoghi
 HOME Notizie intorno all'Autore

  Cabotaggio nel Sito

INDICE  Avviso ai Visitatori  Indice Alfabetico Titoli Repertorio Nomi e Luoghi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E NON PIU' STECCATI DI UOMINI
PER CONFINE


"...perduto ha la voce
la sirena del mondo, e il mondo è grande
deserto ".

CAMILLO SBARBARO


 

             



Siamo stipati come sardine
Dei nostri nasi le punte
quasi si toccano
Non so niente di Voi
Non sapete niente di me
Di noi ognuno si nasconde
dietro la sussiegosa maschera quotidiana
Ad ogni fermata
scendono delle monadi tarantolate
Altre monadi tarantolate
salgono

Siamo dei catatonici in cuffia stereo
assenti   interiori   rapiti
estranei gli uni agli altri

E scendono delle cuffie stereo
e salgono altre cuffie stereo
Non hanno lo stesso viso
eppure abbiamo tutti lo stesso viso :
massa    anonimato     amorfia
assenza di principio di individuazione
universale senza particolare
L'uomo non dialoga più:
soliloquia
riascolta tutto il giorno
del suo IO umiliato  sfigurato
i nastri


Voglio scendere da questo tram
Mi sento oppresso
mi sento compresso
Voglio il mare  voglio la spiaggia :
la cultura della città genera mostri
Voglio il sole:
la città non è più a misura dell'uomo
Aria   Aria :
la città è un'alveare di solitudini vischioso
Luce   Luce :
la città è un'amplificazione di egoismi immensa
Il Sole!  Il  Sole!
Dov'è il Sole ?
Ho bisogno di mettermi
 in muta adorazione del Sole
in muta adorazione del Mare
Avere acque solo e cielo
e non più steccati di uomini
per confine


 

 

Milano, 3/7/1983