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Questa raccolta di poesie,
" E in ogni sorriso un'isola", negli intendimenti dell'Autore, era
destinata, per ragioni che sarebbe troppo lungo spiegare, alla pubblicazione
postuma.
Di qui la sua ibernazione , in attesa di circostanze più favorevoli
all'apparizione in pubblico e ad un giudizio critico sereno e distaccato, e di
qui pure il taglio profetico, da ultima ora, dei componimenti finali,
inammissibili in una edizione in vita
Il proposito, tenuto fermo per trent'anni, è stato tuttavia infranto per l'
insistente pressione di amici, che l'opera hanno letto in fotocopia del
manoscritto e da tempo ne reclamano la comparsa a stampa in libreria, e per la
considerazione determinante che un lascito letterario non è un'eredità facile da
gestire: proporre l'opera all'attenzione della Critica; bussare alle porte di
case editrici ; farla partecipare a concorsi o a selezioni; sollecitare
recensioni ; promuoverne la diffusione attraverso i media sono tutti momenti del
rituale imprescindibile e defatigante che prelude alla pubblicazione e a cui
normalmente si sobbarca un Autore. Nel caso specifico questo percorso, a torto o
a ragione, è stato dribblato. "Ma," interrogativo assillante di questi giorni",
gli Eredi - capacità, orientamenti culturali e personali, binari di vita a parte
- vorrebbero, saprebbero accollarsi, in caso di edizione "post mortem",
il carico di lavoro, cui l'Autore si è sin qui sottratto?".
Non sarebbe né giusto né doveroso.
E anche assai opinabile ,oggi, mi appare la decisione di pubblicazione postuma
di questa raccolta, condannata da simile scelta all'impossibilità di vedersi già
attribuito un "lauro" poetico, una collocazione minima, una nicchietta, che a
mio giudizio pur le spetta, all'interno del panorama della "Poesia italiana del
Novecento".
Dell'editoria "terrestre", in piena crisi d'identità sulle soglie dell'era
digitale o post-guthenberghiana, forse riprenderò ad interessarmi più avanti,
dato che per la stragrande maggioranza dei lettori del pianeta Terra essa rimane
tuttora l'unica forma di approccio culturale.
Un'avvertenza, comunque, a questo punto, mi sento in dovere di fare ai
Visitatori del sito .Alcuni componimenti della presente raccolta potrebbero
essere trovati discutibili o ,piuttosto, come ritengo io, adatti ad un pubblico
adulto, ma in tutti i sensi. Quod scripsi, scripsi. Mi limiterò soltanto a dire
- cito a memoria dal "Mestiere di vivere" - con Cesare PAVESE
: "Se il sesso non fosse la cosa più importante della vita, la Genesi non
comincerebbe di là".
Quale via seguire nella fruizione dell'opera?. Il criterio rapsodico o
random - per dirla col neologismo anglosassone - del pescaggio di titoli
dall'indice o la lettura sistematica, dalla prima all'ultima pagina?
La Poesia è un messaggio universale nel tempo e nello spazio e ogni lettore è
assolutamente libero di recepirlo come e quando meglio crede, a condizione che
non perda di vista il "vissuto" della sua germinazione, il contesto circostante,
le coordinate hic et nunc.
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