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A MIA
SORELLA RIPALTA
PAZZA TRA I PAZZI
DELL'OSPEDALE PSICHIATRICO
DI FOGGIA
Vorresti
che tra noi cinque fratelli
ancora oggi ci fosse la stessa unità
delle cinque dita della mano
Ma pazza
dimentichi le nostre mogli
Vorresti
che tra noi cinque fratelli
ci fosse ancora l'unità
delle radici della stessa pianta
Ma pazza
dimentichi l'interesse di ognuno
Vorresti
che tra noi cinque fratelli
ancora ci fosse di un fiore l'unità dei petali
Ma pazza
dimentichi che ognuno di noi ha figli
Vorresti
che ci riunissimo ancora tutti e cinque
alla stessa tavola
come al tempo di quella dei genitori
Ma pazza
i nostri genitori
da un pezzo non ci sono più
Vorresti che abbandonassimo i nostri negozi
qui in città
e ritornassimo tutti a vivere al paese
Ma pazza
ci vorresti privare
delle nostre nevrosi da opulenza
Vorresti
che i fratelli che hanno fatto violenza
alla tua debole psiche
ti considerassero ancora sorella
Ma pazza
non si considera più limone
la buccia del limone spremuto
Vorresti
che non ti tenessimo più segregata in manicomio
Ma pazza
non sai che la società non tollera
la circolazione delle idee pazze
Foggia, 27/5/1982
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